martedì 27 agosto 2013

L'ERBA CHE SCIOGLIE LE PIETRE IL SEGRETO DI MACHU PICCHU

Di Vito Foschi

Peter Tompkins (1919 - 2007)
Chi di voi ha seguito la trasmissione “Stargate Linea di confine” nelle ultime settimane (del 2004, ndr) conoscerà l’argomento che tenterò di esporvi, mentre per gli altri risulterà del tutto nuovo. Innanzitutto procederemo con una breve introduzione e poi passeremo ad esporre la teoria di Peter Tompinks.Nel nostro passato sono state costruite varie opere colossali, tra cui le piramidi in Egitto e opere megalitiche in sud America. Molti si sono chiesti come sia stato possibile costruire simili opere in un passato remoto con gli scarsi mezzi dell’epoca. Obiettivamente, per quanto per alcune cose si sono trovate delle spiegazioni ragionevoli, altre rimangono avvolte nella più totale oscurità. Se si pensa alle costruzioni megalitiche di Machu Picchu, non si può non rimanere sorpresi e chiedersi come sia stato possibile costruire simili opere su un cocuzzolo così impervio. Come è stato possibile trasportare blocchi pesanti centinaia di tonnellate su una montagna? E non solo. Molti di questi blocchi sono sagomati in modo particolare, in maniera da potersi incastrare perfettamente con blocchi complementari. E non dimentichiamo un particolare importante: i popoli del sud America non conoscevano la ruota! Vi renderete conto come questo complichi le cose, niente carri, niente carrucole o argani o altri marchingegni che implichino l’uso della ruota. Tutto questo ha fatto nascere mille ipotesi tra cui le più fantasiose chiamano in causa alieni, dei o magia.In una delle puntate di “Stargate Linea di confine”, lo studioso Peter Tompkins ha esposto la sua idea che è degna di un certo interesse e non chiama in causa fenomeni paranormali. Nell’intervista concessa a “Stargate Linea di confine”, Tompkins ha tenuto a specificare che non esistono prove su chi ha costruito le piramidi, in quale epoca, sul perché e soprattutto sul come e che tutta l’egittologia ufficiale non si fonda su prove certe ma solo su supposizioni. Partendo da questa premessa ha esposto la sua idea su come sia stato possibile costruire queste opere megalitiche. Ha parlato dell’esistenza di una erba rossa alta più o meno 25 centimetri, capace di sciogliere la pietra e poi di riaggregarla nella forma voluta. L’idea è che gli antichi conoscendo tale pianta, costruivano dei cassoni, li riempivano di ciottoli poi ci buttavano un estratto di questa pianta che trasformava le pietre in forma liquida e poi aspettavano che il tutto ritornasse in forma solida. Così facendo, avevano a disposizione blocchi enormi della forma voluta e nel posto voluto. Questo naturalmente spiegherebbe molte cose e soprattutto senza chiamare in causa alieni o poteri paranormali. Una caratteristica delle pietre di queste costruzione megalitiche è di essere piuttosto regolari e ben levigate ed è difficile pensare come sia stato possibile fare ciò, mentre con la teoria di Tompinks, ciò si spiega facilmente.Il problema è dimostrare l’esistenza di questa erba rossa. Lo studioso ha citato alcune testimonianze scritte e da lui ritrovate.La prima di questa risale a circa 2 secoli fa ed è una leggenda riportata da un viaggiatore statunitense di Boston che racconta di come erano costruiti i grandi templi mesoamericani grazie all’utilizzo di una pianta misteriosa. Una seconda testimonianza risale all’inizio del 900 e vede protagonista un inglese. In un suo viaggio a cavallo è costretto a proseguire a piedi perché il cavallo si è azzoppato. Chiaramente indossa degli speroni, ma questi misteriosamente si dissolvono nell’attraversamento di un prato di erba rossa. Un altro racconto riporta le ricerche di un prete che ha passato gran parte della propria vita alla ricerca di un misterioso uccello, il pito, di dimensioni molto piccole che ha la particolarità di scavare il proprio nido nella roccia con l’ausilio della nostra erba rossa. Il pito prende in bocca un pezzo di erba rossa e lo strofina nella roccia che pian piano si dissolve fino a formare una cavità adatta a contenere il suo nido. Queste sono le testimonianze storiche, ma esiste un ulteriore prova anche se indiretta. Si tratta dell’esperimento dell’ingegnere francese Davidovits, studioso di agglomerati che è riuscito a realizzare delle rocce calcare pesanti tonnellate partendo da calcare sbriciolato. Ha studiato la sabbia di Giza ed ha constatato che è di tipo argilloso e partendo da quest’elemento e aggiungendovi un sale, della calce e dell’acqua ha realizzato dei blocchi del tutto simili a quelli delle grandi piramidi. Da notare che ha utilizzato “ingredienti” conosciuti agli antichi egizi, e quindi è pensabile che abbiano potuto inventare questo sistema. L’esperimento di Davidovits è forse meglio approfondirlo in un lavoro a parte. Per il momento è interessante constatare che l’esperimento sembra confermare anche se in maniera indiretta l’ipotesi di Tompinks. Le differenze fra le due tecnologie ci sono, da una parte un calcestruzzo inventato dall’uomo, dall’altra parte una erba particolare capace di sciogliere le pietre. Ora bisogna attendere la prova definitiva, cioè il ritrovamento di questa pianta, sperando che nel frattempo non sia estinta. In effetti considerando il gran numero di opere megalitiche realizzate dai popoli mesoamericani è ipotizzabile un massiccio sfruttamento di questa erba che l’ha portata a sopravvivere solo nei posti più impervi. Il ritrovamento di questa erba cambierebbe notevolmente le nostre teorie sui popoli antichi e ciò che ora sembra assurdo tornerebbe ad avere una spiegazione razionale.Peter Tompkins nasce nel 1919 in Georgia, ma ha trascorso gran parte della sua infanzia in Toscana. Iniziati gli studi ad Harvard, allo scoppio della seconda guerra mondiale finì in Europa come corrispondente di alcuni giornali per poi essere arruolato nei servizi segreti americani. Verso il finire degli anni quaranta ritornò negli Stati Uniti, continuando ad occuparsi di giornalismo e facendo ricerche sull’intervento americano in Italia. Di recente è uscito in Italia un suo libro sul fascismo, “Dalle carte segrete del Duce”, dove esamina documenti sequestrati dall’esercito americano e dimostra, fra l’altro, i legami fra fascismo e massoneria e fra fascismo e chiesa cattolica e descrive il rapporto fra Churchill e Mussolini. Accanto all’opera di storico della seconda guerra mondiale, ha affiancato quella di studioso delle antiche civiltà, come quella egizia, essendo stato anche l’ispiratore del lavoro di John Anthony West, lo studioso che ha proposto una retrodatazione della Sfinge di Giza. Di questo lavoro è stato pubblicato in Italia, un bel libro, “La magia degli obelischi

mercoledì 21 agosto 2013

Il settimo templare, un thriller massonico

tratto da L'opinione del 9 agosto 2013 (http://www.opinione.it/cultura/2013/08/09/bagatin_cultura-09-08.aspx)

di Luca Bagatin

Questa volta è la Newton Compton Editori a pubblicare in italiano il nuovo gustosissimo romanzo di Eric Giacometti e Jacques Ravenne, due fra i migliori autori di thriller a sfondo massonico ed esoterico che esistano al mondo. “Il settimo templare” è infatti il quinto romanzo del duo francese pubblicato in Italia dopo “Il rituale dell'ombra”, “I Fratelli oscuri”, “La congiura Casanova” e “La setta del Kaos”. Il pubblico italiano si attendeva anche gli altri due libri di Giacometti e Ravenne, già pubblicati in Francia dalla Fleuve Noia (“Lux Tenebrae” e “Apocalypse”), ma probabilmente dovremo ancora attendere. La trilogia del commissario Antoine Marcas in Francia è diventata un vero culto, al punto che ne stanno anche realizzando un ottimo fumetto. Antoine Marcas, commissario di polizia francese del dipartimento Beni Culturali, è un massone dichiarato appartenente al Grande Oriente di Francia.
È lui l'avventuroso protagonista dei romanzi di Giacometti (noto per aver condotto diverse inchieste giornalistiche sulla Massoneria) e Ravenne (Maestro massone di Rito Francese) che, attraverso la sua cultura esoterica, riuscirà a risolvere intricati enigmi. Ne “Il settimo templare” Marcas si troverà a dover risolvere l'enigma relavito alla decapitazione del Fratello massone Jean Balmont, peraltro stranamente appartenente all'Ordine dei Gesuiti (da sempre in lotta contro la Massoneria) e fondatore della Loggia di derivazione templare Secreti Templum, composta da sette templari massoni legati alla Chiesa cattolica, i quali si dice custodiscano il segreto relativo alla vendetta dei Cavalieri Templari nei confronti di Re Filippo Il Bello e di Papa Clemente V, rei nel 1307, di aver fatto arrestare e condannare a morte i Cavalieri del Tempio per meri intrighi di potere e di ricchezza. Che cosa si cela dietro al motto della Loggia Secreti Templum, ovvero “Sette Templari, tre porte, un'unica Verità ? Come mai il Vaticano ha assoldato dei pericolosi terroristi dell'Est allo scopo di conoscere il segreto di tale Loggia? Dove si trova il mitico tesoro che i Templari fuggiti alla persecuzione si dice siano riusciti ad occultare? Come sempre i romanzi di Giacometti e Ravenne sono scritti su due livelli narrativi: uno storico e l'altro ambientato ai giorni nostri.
La terribile persecuzione ai danni dei Templari e la loro conseguente vendetta si mescolano agli avvenimenti odierni. Così come i rituali dei Templari che, secoli dopo, saranno mutuati dalle Logge massoniche, sono perfettamente descritti tanto quanto i rituali della moderna Massoneria. Il lettore, dunque, più che in un romanzo qualsiasi, sembra di vivere la Storia. Una Storia che si tramanda – nel secretum – anche ai giorni nostri. La spiritualità templare e massonica contrapposta alla religione cattolica, fondata piuttosto sul potere e sulla ricchezza, piuttosto che su solide basi gnostiche e spirituali. I romanzi di Giacometti e Ravenne si soffermano molto su che cos'è la Massoneria e sul suo ruolo storico e moderno. Per questo possono essere di assoluto interesse, sia per l'Iniziato che per il profano che di Massoneria ed esoterismo serio mastica poco o ne ha solo sentito lontanamente parlare. Oggi, in particolare nei Paesi mediterranei quali Francia e Italia, i massoni sono spesso e anche a ragione, ritenuti anticlericali. Ma anticamente poteva dirsi così? Si pensi che i massoni del XV secolo erano profondamente credenti in Cristo che si dice essere stato anch'egli un Libero Muratore.
Fu poi l'ortodossìa cattolica a renderli anticericali, in quanto questa si discostò profondamente dal messaggio cristiano di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza che ancora oggi è alla base della moderna Massoneria. Ne “Il settimo templare” vedremo come nel 1314 i Cavalieri Templari – per sfuggire all'Inquisizione cattolica - divennero muratori operativi e portarono nelle Logge le conoscenze provenienti da Oriente. E scopriremo come mai nella Chiesa di Saint-Merri, costruita a Parigi nel XVI secolo, sia ben visibile una statua raffigurante il Bafometto dei Templari, ovvero una sorta di “demone androgino”, che, secondo molti occultisti, potrebbe simboleggiare il “Padre della Conoscenza”. Scopriremo anche il significato del grado massonico praticato nel Rito Scozzese Antico ed Accettato, ovvero il grado di Cavaliere Kadosh, simbolo della vendetta templare ai danni di Trono (potere statuale) ed altare (potere temporale), ovvero i due poteri che negarono da sempre le conoscenze gnostiche dell'Antichità portate avanti dai cosiddetti “eretici”, fossero questi Bogomili, Catari, Templari, Alchimisti o Liberi Muratori. Antonie Marcas in quest'avventura si avvarrà inoltre della collaborazione di Gabrielle, una Sorella massona della Gran Loggia Femminile di Francia ed anche tale particolare elemento non può che essere di sicuro interesse per il lettore che desidera addentrarsi nella conoscenze delle Obbedienze massoniche femminili che, benché ritenute minoritarie, sono invece, sia in Francia che nella nostra Italia, molto attive.

domenica 18 agosto 2013

Corto Maltese il massone esoterismo a fumetti


tratto da Repubblica del 23 novembre 2002

di Roberto Incerti

I MARI del Sud, le calli di Venezia, il deserto, la Siberia. Ma anche l' Egitto con il Nilo, le sfingi, le piramidi. Corto Maltese - nella vita a fumetti che gli ha regalato il grande Hugo Pratt (1927-1995) - non ha mai frequentato luoghi banali. Colto, romantico, l' avventuriero viaggia solo o in compagnia di duchesse che assomigliano alla Dietrich di «Shanghai Express» e sempre finisce al centro di avventure misteriose. Dove una forte simbologia esoterica compare fra triadi cinesi, signori della guerra, treni blindati, maschere e pugnali. Adesso, per scoprire il Corto Maltese più arcano, si tiene il convegno «Il derviscio, lo sciamano, il massone. Gli incontri iniziatici di Corto Maltese» (Hotel Palace di Viareggio, ingresso libero. Oggi dalle 9 alle 20, domani dalle 9.30 alle 12.45, info 058446134). Coordinerà le giornate Aldo Alessandro Nola, storico e grande esperto della massoneria a cui ha dedicato molti libri. Nel convegno si cercheranno accostamenti fra le simbologie dei dervisci, degli sciamani e dei massoni. E' la prima volta che Corto Maltese viene esaminato attraverso la simbologia massonica. Questo rende ancora più prezioso i l convegno di Viareggio. Pratt entrò nella massoneria nel 1976 quando fu iniziato alla loggia veneziana «Hermes». E Corto Maltese - basta pensare a opere come «Favola di Venezia», «Corte Sconta detta Arcana» e «Wheeling» - si imbatte spesso in sacerdoti-guaritori, massoni, segni esoterici. Che fanno parte del dandysmo di Corto Maltese, un personaggio che, com' è noto, cita a memoria poeti come Rimbaud e Coleridge, oltre ad avere in casa una tela di Gauguin. In occasione del convegno vi saranno anche una mostra delle opere giovanili di Pratt (alcune delle quali inedite) e un' esposizione di oggetti e libri massonici presenti nei fumetti di Corto Maltese. All' hotel Palace sarà altresì funzionante un ufficio postale che effettuerà un annullo speciale in occasione dell' evento.

domenica 11 agosto 2013

«Asia misteriosa» alla ricerca del Re del mondo

Tratto da "Il Giornale" dell'8 agosto 2013

Di Luca Gallesi

La scienza moderna è basata sulla causalità, come ricordava Jung nell'introduzione all'edizione inglese dell'I Ching. Però la fisica quantistica, aggiungeva il padre della psicologia analitica, ha messo in crisi questo assioma, spostando l'attenzione dalla causalità alla casualità, ovvero alla possibile - anzi: frequente - incursione delle forze irrazionali del caso nell'ordinata quotidianità razionale. La storia del pensiero moderno è affollata di contaminazioni fra magia e scienza, a partire dall'alchimista Newton che considerava l'Universo un crittogramma divino e scriveva a Leibniz che l'enigma del calcolo infinitesimale sarebbe stato svelato solo dall'iniziato capace di applicare le migliori tecniche di concentrazione mentale.La commistione di pensiero «alto» e bassa superstizione caratterizza soprattutto la prima metà del secolo scorso, quando fiorirono scuole, gruppi e riviste di esoterismo, attingendo prima all'opera di occultisti come Eliphas Levi e Papus, e poi di personaggi più presentabili come Reghini, Evola e Guenon. Un importante tassello per la conoscenza del Novecento esoterico viene aggiunto da un testo per la prima volta tradotto in italiano, a ottant'anni dalla prima edizione: Asia misteriosa, di Zam Bhotiva, pseudonimo dell'occultista italiano Cesare Accomanni (Edizioni Arkeios, pagg. 236, euro 17,50 a cura di Gianfranco de Turris e Marco Zagni). Il libro svela la storia della «Confraternita dei Polari» e dell'«Oracolo della Forza Astrale», rispettivamente una misteriosa organizzazione rosicruciana attiva in Francia ufficialmente fino alla proibizione delle società segrete sotto Vichy e un complicatissimo metodo divinatorio basato su calcoli matematici. I curatori ci accompagnano in un vorticoso viaggio, dai Catari ai nazisti esoterici, dai monasteri tibetani alle cattedrali parigine, alla ricerca del Re del Mondo, o, più modestamente, dei misteriosi Tre Saggi.